E’ qualche tempo che su questo blog si batte la fiacca ma questo non significa che non si son fatte gite e relative foto.
L’Agosto quest’anno scorre nel verde dell’Ossola quindi ci siamo dedicati a passeggiate, a misura di bambini, nella zona. Quattro quelle rappresentate dalle fotografie: gli Orridi di Uriezzo, Devero-Crampiolo, l’ascesa al rifugio Zamboni e quella al rifugio Parpinasca.
Tutte rigorosamente con Alice sulle spalle di papà ed Elena a camminare insieme alla mamma.
Orridi di Uriezzo
La prima passeggiata è un secondo tentativo dopo quello fatto qualche tempo fa’ in compagnia di Toni&C. Questa volta attacchiamo gli orridi da sud, accedendo da Verampio. La prima cosa che incontriamo sono le “marmitte dei giganti”, poi procedendo su una facile mulattiera arriviamo all’accesso dell’orrido. Questa volta è meno umido e non abbiamo incidenti di percorso quindi lo attraversiamo tutto. Una passeggiata suggestiva ed utile per preparare le gambe di Elena per le prossime passeggiate.
Le foto della gita agli Orridi di Uriezzo
Devero-Crampiolo
Anche qui siamo già stati ma senza fare passeggiate. Questa volta puntiamo a Crampiolo. Passeggiata facile che affrontiamo all’andata con il percorso Natura, sentiero nel bosco, a tratti ripido (per le bimbe). Al ritorno invece preferiamo la strada “estiva”, meno suggestiva forse ma più facile. Nonostante non fosse un weed-end la quantità di gente è “impressionante” tanto che nessuno dei rifugi è utilizzabile per mangiare e ci dobbiamo “accontentare” dei panini. Molto bello come al solito il paesaggio dell’alpe Devero e poi… c’è anche un parchetto!!!
Le foto della gita all’alpe Devero
Rifugio Zamboni
Ci svegliamo presto ed il tempo non è dei migliori. Decidiamo lo stesso di partire alla volta di Macugnaga, con l’idea di vedere come sarà il tempo sul Rosa. All’arrivo il cielo è incerto, ci sono nubi, anche minacciose, ma molti sprazzi di cielo blu. Si sale. Prendiamo i biglietti della seggiovia e in 20 minuti raggiungiamo il rifugio Belvedere, punto di partenza dell’ascesa. Giusto il tempo di un caffè e una brioche e si parte. Alice nel seggiolino sulle spalle di papà, Elena e la mamma seguono. Attraversare il ghiacciaio è sempre spettacolare e vale ampiamente la fatica che si fa’ tanto che Elena cammina come uno stambecco senza mai chiedere di essere presa in braccio. Dopo un ora di cammino siamo al rifugio Zamboni, in perfetto orario per il pranzo. Polenta per tutti e poi ci trasferiamo nel bellissimo prato dietro al rifugio per godere del sole e del magnifico paesaggio alpino dominato dal monte Rosa.
Prima di iniziare la discesa raggiungiamo un nevaio per provare l’ebbrezza dei “piedi nella neve” in estate. La discesa è facile ma proprio all’inizio dell’ultima traversata del ghiacciaio inizia a piovere. Su i K-way e si accelera il passo. Arrivati alla seggiovia (bagnaticci) la pioggia ha per fortuna smesso e possiamo scendere senza prendere valanghe di acqua. Ritornati a Pecetto e alla macchina, un provvidenziale cambio di vestiti (…mamma previdente, altro che il papi…) e via, tutto un sonno da Macugnaga a Masera.
Una gran bella passeggiata, tutti stanchi ma contenti.
Le foto della gita al rifugio Zamboni
Rifugio Parpinasca
Dopo qualche giorno di brutto tempo, decidiamo per una gita in zona. Si parte dall’alpe Faiebo (poco sopra Trontano e raggiungibile in macchina) e si sale fino ai 1200 metri dell’alpe Parpinasca. Sosta al rifugio a base di polenta e tapelucco, polenta e gogonzola e una generica polenta e formaggi. Dopo la mangiata ci godiamo il fresco sotto il Tignolino. Abbiamo anche la fortuna di ricevere in dono da un “fungiatt” un bel porcino che finirà in un risotto!
Le foto della gita al rifugio Parpinasca